I Vini biologici:qualità, genuinità e rispetto dell'ambiente

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Secondo una ricerca dell’Università di Studi di Roma Tor Vergata, condotta dalla dottoressa Laura Di Renzo, bere due bicchieri di vino biologico rosso con contenuto di solfiti inferiore ai 50 mg/l riduce del 20% il rischio di ossidazione del colesterolo cattivo, principale causa di malattie cardiovascolari. Certamente una bella notizia per chi ama bere (moderatamente) sano!

Un vino per essere considerato BIO non deve utilizzare sostanze come pesticidi, diserbanti, fertilizzanti e simili nella coltivazione dell’uva e non deve contenere quantità di solfiti maggiori di 100 mg/l per i rossi secchi e 150 mg/l per i bianchi secchi.

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Scopriamo meglio che cos'è il vino biologico?

Dopo un vuoto normativo durato molti anni, il Regolamento Europeo 203/2012 ha messo nero su bianco che cosa significa produrre vino biologico. 

Se in precedenza si poteva parlare solamente di vino prodotto con uve da agricoltura biologica oggi è tutta la produzione del vino a essere regolata da norme ben precise.

In particolare possono fregiarsi del logo Bio solo i produttori che:- utilizzano solamente uve coltivate con metodi di agricoltura biologici, quindi senza sostanze chimiche di sintesi e senza Ogm; effettuano la vinificazione utilizzando solo prodotti enologici e i processi autorizzati dal regolamento 203/2012, evitando l'aggiunta di sostanze chimiche usate abitualmente per correggere il vino.  Tra questi ultimi, il provvedimento più importante è quello che definisce la quantità massima di solfiti che possono essere presenti nel vino biologico 100 mg/l per i vini rossi e 150 mg/l per i bianchi e rosé.

Le tecniche produttive

I punti fermi che il nuovo regolamento introduce riguardano soprattutto le tecniche produttive e l’organizzazione del settore enologico a livello comunitario:

  • Non è consentito l’uso di acido sorbico e la desolforazione. 
  • Viene stabilito un tetto per i solfiti pari a 30-50 mg/litro in meno rispetto al vino convenzionale
  • La derivazione del prodotto da uve biologiche sarà controllata e certificata.
  • In particolare, il tenore massimo di solfito per i rossi deve essere di 100 mg per litro (contro i 150 mg del vino tradizionale) e di 150 mg/litro per i vini bianchi e rosè, con un differenziale di 30 mg/l quando il tenore di zucchero residuo è superiore a 2 grammi per litro.

Quindi il vino biologico è deriva da un metodo di coltivazione con regole ben precise, stabilite dal Reg. CE 834/07, che esclude l’uso di antiparassitari o concimi chimici di sintesi. Per la fertilizzazione dei terreni, ad esempio, vengono impiegati concimi organici e per la difesa delle coltivazioni da parassiti si agisce preventivamente rinforzando le piante (ad esempio con concimazioni equilibrate), in modo diretto con trattamenti antiparassitari di origine naturale (es. rame, zolfo, estratti di piante, ecc.) o impiegando la lotta biologica (uso di organismi viventi antagonisti dei parassiti).

Rispondendo a queste precise normative, il vino biologico si presenta ai consumatori con un marchio di qualità universalmente riconoscibile, ottenuto attraverso l’abbattimento delle sostanze chimiche e dei solfiti, nonché la riduzione delle risorse idriche utilizzate e l’adozione di tecniche di coltura biologiche che prevengano gli attacchi parassitari in maniera naturale.

In parole povere, i vini biologici sono il frutto di una filosofia agricola e produttiva che privilegia il rapporto con il territorio e la natura, e in generale, con la genuinità dei cibi che consumiamo

Contengono inoltre più sostanze utili per l’organismo umano, elementi come ad esempio il resveratrolo che numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato essere un protettivo per il sistema cardiocircolatorio.

Solfiti si o no?

I solfiti sono delle molecole composte dall’unione del solfito, composto a sua volta da zolfo e ossigeno, con altre molecole. Fanno parte di questa famiglia l’anidride solforosa, il bisolfito di sodio e il bisolfito di potassio e vengono utilizzati come conservanti del vino. Tra gli effetti dei solfiti nell’uomo annoveriamo il famoso “mal di testa del giorno dopo”, emicranie, nausea, vomito e nei soggetti allergici anche asma, tosse e altri effetti collaterali.

Nella polemica riguardante la legalità dei termine ‘naturale’, ‘biologico’ o ‘libero’,p recisa che, a differenza di quelli puramente biologici, non tutti i vigneti ‘liberi’ sono in realtà esenti dall’uso di insetticidi e anticrittogamici.  

In realtà come specificato in precedenza la quantità di solfiti secondo la normativa vigente per i vini biologici non deve superare i 100 mg/l per i rossi ed i 150 mg/l per i bianchi e rosé,qualcosa come 50 mg/l in meno dei vini tradizionali.

Fanno eccezione i vini dei Paesi del centro e del nord d’Europa, più zuccherini, che arrivano ad un limite di 120 mg/l per i rossi e di 170 mg/lper i bianchi.

Perché dunque scegliere un vino prodotto con uve ottenute da Agricoltura Biologica?

Perché è sinonimo di qualità, genuinità e perché tutela la salute del consumatore e dell’agricoltore, rispettando e salvaguardando l’ambiente.