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2 Cantine Bio dalla carta vini PIUGUSTOBIO

AZIENDA AGRICOLA MARINA PALUSCI

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Siamo nel comune di Pianella, nel pescarese. Colline argillose e calcaree a quasi 300 m sul livello del mare.

Una terra risparmiata dalla viticultura di massa a causa dei numerosi piccoli frazionamenti di vigneti impiantati e curati solo per uso famigliare. Tutto incomincia con il nonno di Massimiliano D'Addario (agronomo, sommelier e maestro di frantoio che oggi si divide tra l'azienda vinicola di 4,5 ettari e la produzione di pregiatissimo olio e.v.o.): viaggiava in lungo ed in largo per mercatini a vendere vacche e vino sfuso, ma col tempo arrivarono le cantine sociali...

 

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BPA e BPS: sostanze plastiche nocive a contatto con il cibo di tutti i giorni

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Bisfenolo A (BPA)

Il bisfenolo A (BPA) sostanza utilizzata per la produzione di materie plastiche, purtroppo presente in gran parte dei materiali utilizzati per la fabbricazione di contenitori e confezioni per alimenti e bevande (comprese bottiglie di plastica, lattine e barattoli di latta) è stata messa al bando da alcuni Paesi del mondo per via della sua correlazione con obesità, iperattività infantile, malformazioni genitali e capacità di interferire con gli ormoni umani ed il corretto sviluppo del feto. Secondo gli esperti statunitensi con uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives l'esposizione al bisfenolo A potrebbe causare anche la comparsa di tumori a livello del fegato.

 

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Le insidie nascoste nel trattato TTIP

Il TTIP, ovvero Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership), è un accordo commerciale di libero scambio che stanno negoziando Europa e Stati Uniti. Questo trattato ha come obbiettivo quello di permettere non solo il libero scambio di merci, ma anche servizi, investimenti e appalti pubblici. In altre parole, si vuole uniformare e semplificare le normative tra le due parti abbattendo le differenze non legate ai dazi e migliorare le normative stesse. Questo “dovrebbe” uniformare i mercati e favorire gli scambi commerciali, rendendo il commercio molto più fluido. 

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Acqua e Pfas: il Veneto è la nuova Terra dei Fuochi

Negli ultimi anni è sempre più insistente la notizia che segnala la rete idrica del Veneto come estremamente inquinata a causa dell’elevata concentrazione di Pfas, sostanze perfluoroalchiliche considerate cancerogene e in grado di interferire con il sistema endocrino del nostro organismo.

Secondo alcuni “è una delle emergenze ambientali e sanitarie più gravi degli ultimi anni” che coinvolge le province di Padova, Verona e Vicenza, ma potrebbe interessare tutto il territorio nazionale. I Pfas sono utilizzati per la produzione di uno svariato numero di prodotti di largo consumo, grazie alla loro stabilità chimica e termica associata alla duplice natura idrofobica e lipofolica che li rende molto utili nella fabbricazione di prodotti particolarmente resistenti. In particolare, un loro derivato, l’Acido perfluoroottanoico (PFOA), è un intermedio della produzione del politetrafluoroetilene (PTFE) o Teflon, adoperato in cucina per le sue proprietà antiaderenti e inerti, e del Gore-Tex, di largo uso nei tessuti tecnici e ad alte prestazioni, ma anche guarnizioni e isolanti.

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"Lo smog si batte ma il fumo uccide" Prof. Veronesi

Un’affermazione che fa discutere e riflettere, quella del Prof Umberto Veronesi, rilasciata durante una recente intervista a RAINEWS.
In questi giorni di blocco emergenziale in tutta la Pianura Padana e di alti valori inquinanti nella nostra bella Verona, l’affermazione del professor Veronesi ci vede coinvolti a pieno nella questione.

A dicembre 2015 i dati del Pronto Soccorso dell’ospedale veronese di Borgo Trento hanno registrato un incremento dell’80 per cento dei ricoveri per bronchite. I dati sono sicuramente collegabili al tasso di inquinamento dell’aria: in questi ultimi mesi lo smog è stato ai suoi massimi, sia a causa del bel tempo sia per il vento assente che, unito al freddo nei bassi strati, ha fatto salire i valori di Pm10 di oltre il doppio rispetto ai limiti legali. Secondo quanto riportato da L’Arena le due centraline Arpav di Verona, in Borgo Milano e in località Cason (San Massimo), hanno registrato una quantità di Pm10 superiori a 100 microgrammi quando non si dovrebbe superare la soglia di guardia dei 50. Anche il limite annuale di 35 giorni di sforamento dei Pm imposto dall’Europa è già stato sforato.

 

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chiusura estiva