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Il Sorgo: le mille proprietà di questo cereale gluten free!

sorgo2Il Sorgo (Sorghum vulgare Pers), o anche saggina è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle graminacee. Diffuso in tutto il mondo (è il 5° cereale più diffuso al mondo dopo grano, riso, mais e orzo), il sorgo hnasce nell'Africa Nordorientale (tra l’odierna Etiopia e il Sahel semi-desertico) intorno all’8000 a.C. per poi diffondersi (adattandosi ai diversi ambienti) dall’India alla Cina, fino ad arrivare in Europa, nelle Americhe e in Australia. Si tratta quindi di uno dei primi cereali a essere coltivato dall’uomo, questo grazie alla sua capacità di resistere alla siccità e agli agenti atmosferici, tant’è che viene anche chiamato “pianta cammello” perché resiste a condizioni di estrema aridità grazie alle sue  minime esigenze idriche, adeguandosi  a condizioni ambientali diverse (anche particolarmente ostili). La temperatura più adatta al suo sviluppo è intorno ai 30-35°C, ma cresce anche a temperature più basse, non però al di sotto dei 14°. Attualmente il maggiore produttore mondiale di sorgo sono gli Stati Uniti. In Italia viene coltivato in Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria.
Oltre che per l’alimentazione umana, la pianta è utilizzata per la produzione di foraggi, per la creazione di scope in "saggina" e per l’estrazione di etanolo e come bio-carburante. Per l’alimentazione umana si utilizza in forma di "granella". Da questa viene estratto anche uno sciroppo, tant’è che per migliaia di anni il sorgo è stato utilizzato come dolcificante. Trasformato in farina, si usa per fare i biscotti e le torte, si trova spesso in commercio anche sotto forma di fiocchi da usare per arricchire una colazione sana ed equilibrata. Il sorgo possiede importanti proprietà benefiche per il nostro organismo.  

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LA STORIA DELLA PARMIGIANA...

image15La parmigiana è il piatto del sud, che siciliani e napoletani si contendono e che ogni donna sicula o campana porta in dote al proprio marito perpetuando la ricetta di famiglia, generazione dopo generazione!

Eppure il nome richiama anche la città di Parma....  Esiste quindi un legame tra la ricetta e questa città emiliana? 

Per scoprirlo leggete l'articolo di seguito... e se volete assaggiarla nella nostra versione biologica e non fritta, Vi aspettiamo al nostro Aperivivo di mercoledì 26 giugno, quando sarà la protagonista del nostro piatto speciale della serata!

 

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La rucola

rucolaDi rucola esistono due tipologie: quella coltivata, il cui nome scientifico è Eruca Sativa e quella selvatica Diplotaxix tenuifolia. Si tratta di piante simili, ma differenti per sapore, colore e foglie: quella coltivata ha un sapore meno intenso e presenta fiori di colore bianco e foglie più larghe e arrotondate.

La rucola affonda le sue radici (oltre che nel terreno) nella storia antica: venerata dagli antichi Romani, come toccasana protettivo dello stomaco e ottimo diuretico. La proprietà della rucola più nota e apprezzata nell’antichità era quella afrodisiaca ( era infatti  la pianta dedicata a Priapo, dio mitologico simbolo di fertilità e virilità) per questo nel tempo questa pianta ha subito una sorta di "censura", nascosta nei primi annali di agricoltura del periodo della Controriforma.

Per fortuna la ricerca scientifica più moderna ha riportato in auge le sue molteplici proprietà. Scopriamo di seguito quali sono.

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Il basilico

basilico proprieta e ricetteE' il profumo delle estati italiane, eppure forse non sapete che la pianta è originaria dell’India. 

ll suo nome deriva dal latino “basilicum” e dal greco “basilikon phyton” che significa “pianta regale e maestosa”. Già nell’antichità gli usi del basilico andavano oltre quelli culinari, essendo  impiegato per creare profumi oltre che come rimedio curativo. Gli antichi egizi e i greci lo consideravano di buon auspicio per l'aldilà e lo utilizzavano per le imbalsamature. I cinesi e gli arabi erano a conoscenza delle sue proprietà medicinali, mentre i crociati ne riempivano le navi per allontanare insetti e cattivi odori.  Il basilico è infatti ricco di proprietà salutari. Scopriamo quali!

 

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Il vino in cucina!

cooking with wine cheersbcFin dai tempi antichi il vino è sempre stato un ottimo alleato in cucina. L' uso del vino nella preparazioni delle pietanze affonda le sue radici fino all’età degli Etruschi e dei Romani: veniva infatti impiegato per conservare meglio la carne, marinando i pezzi scelti nel vino anche per diversi giorni, evitando così le contaminazioni dell’alimento e donando alla carne maggiore sapore. 

Nel nostro AperiVino di mercoledì 10 aprile, il vino bianco (rigorosamente biologico e senza solfiti aggiunti) verrà utilizzato per cucinare il nostro delizioso riso tondo integrale in versione vegetariana alle pere e Gorgonzola (o vegan: senza formaggio). In effetti il vino in cucina regala gusto ed aroma ai piatti, dona acidità e corpo, e inoltre contribuisce a dare colore. 

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