Slow Food e Sostenibilità

Il concetto di sostenibilità nell’ambito del cibo è estremamente attuale perché è argomento dell’Expo 2015 che si sta svolgendo a Milano e perché la nostra società è arrivata ad un punto tale che non può più far finta che questo argomento non sia di fondamentale importanze per il futuro. Lo spreco di cibo, il consumo indiscriminato di energie e risorse per produrlo e l’impatto sull’ambiente sono dei punti chiave da risolvere affinché la società possa progredire e guardare al futuro con speranza e fiducia. Un buon modo per spiegare il concetto di sostenibilità lo da il Progetto Slow Food che definisce il termine come “ecologicamente compatibile, economicamente efficiente, socialmente equo e culturalmente accettabile. È legato all’idea di tempo e durata”. Questa breve definizione è estremamente completa e, con poche parole, tocca i tutti i punti su cui si basa lo slogan dell’Expo “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

Ma cos’è Slow Food? È un’associazione fondata da Carlo Petrini (conosciuto anche come Carlin Petrini), scrittore, gastronomo e attivista italiano allo scopo di promuovere un regime alimentare privo di sprechi, ecosostenibile e che valorizzi l’uomo, sia il suo lavoro che la sua condizione. Slow Food ci spiega che il cibo, affinché possa essere considerato sostenibile, deve essere buono, pulito e giusto; un alimento deve essere di qualità, cioè non deve esser causa di spreco di risorse sociali, ambientali ed economiche, ma deve essere biologico, coltivato e lavorato in un certo modo. Ma cosa significa prettamente cibo buono, pulito e giusto?

        1. Cibo buono significa che questo deve essere buono nel senso proprio del termine. È un aspetto estremamente soggettivo e varia in base al luogo e alla cultura in cui questo viene prodotto e consumato.
        2. Cibo pulito indica che quest’ultimo non và a incidere negativamente sulla biodiversità, che le tecniche agricole utilizzate per la sua produzione non impoveriscono il terreno (non sono utilizzati, per cui, fertilizzanti e pesticidi), che non vengono sprecate o inquinate risorse idriche, che non venga fatto uso di risorse costose e non rinnovabili e che non siano state generate quantità ingenti di emissioni inquinanti. Im ogni sua fase, l’alimento deve proteggere gli ecosistemi e la biodiversità e deve salvaguardare la salute del consumatore e del produttore.
        3. Cibo giusto significa che l’alimento viene prodotto in condizioni di lavoro rispettose dell’uomo e dei suoi diritti. Non deve essere causa di povertà, ma deve, invece, essere un mezzo per permettere il mantenimento di un popolo (chiaro esempio è la povertà dei paesi del continente africano dovuta alle continue razzie di beni primari da parte del Mondo occidentale).

Insomma, il cibo sostenibile può essere una carta valida per salvaguardare il nostro futuro e per permettere la pacifica convivenza tra i popoli; questo sistema alimentare, oltre a quello economico, è al collasso e non riesce più a mantenere i ritmi attuali. Petrini consiglia di “disegnare per il nostro pianeta un futuro sostenibile la costruzione di una rete globale dei nuovi gastronomi che stabilisca un’alleanza tra le diverse comunità del cibo”. La qualità Buona Pulita e Giusta è un impegno per un futuro migliore. La qualità Buona Pulita e Giusta è un atto di civiltà e uno strumento per migliorare l’attuale sistema alimentare: tutti possono contribuire con le proprie scelte e i propri comportamenti individuali (Tratto da Manifesto della qualità secondo Slow Food).