Se mangio bene lavoro anche meglio

Scegliere un’alimentazione equilibrata durante la giornata lavorativa è fondamentale sia per una forma fisica ottimale, che per mantenere un buono stato di salute, prevenendo determinate malattie croniche causate da un’alimentazione ricca di grassi, sale e zuccheri (es.obesità, ipertensione, diabete di tipo 2).

Inoltre una corretta alimentazione ci permette di dare il massimo durante la nostra attività lavorativa, un aspetto non da poco considerando che soprattutto negli ultimi anni, forse complice anche la crisi economica ed i tanti cambiamenti verificatisi nel mercato del lavoro, le aziende tendono a cercare sempre più di aumentare il rendimento contenendo la spesa, con tutte le conseguenze che ne derivano per il benessere e la salute dei lavoratori.

Quindi, come mantenere il massimo rendimento, evitando che lo stress e le ansie derivanti da grandi carichi di lavoro o pesanti responsabilità finiscano per sommergerci? L’alimentazione equilibrata ci viene in aiuto.

Da un punto di vista lavorativo (oltre che di benessere psico-fisisco) mangiare male nuoce al lavoratore. L’Ufficio Internazionale del Lavoro ha segnalato come un regime alimentare troppo povero o un’alimentazione troppo ricca sul luogo di lavoro possono provocare una perdita di produttività del 20% circa (ILO, 2005 Christopher Wanjek, Food at Work. Workplace solutions for malnutrition, obesity and chronic diseases, International Labour Office, Geneva, 2005).

Altri studi hanno evidenziato la minore produttività dei lavoratori obesi e gli alti costi a carico delle aziende derivanti dall’assenteismo per le malattie correlate e dal “presenteismo” (presenza con minori prestazioni lavorative rispetto ai normopeso), illustrando come l’obesità abbia non solo ripercussioni negative sull’attività lavorativa, influendo sullo svolgimento del lavoro, ma favorisca anche gli infortuni. Si pensi che solo in Italia il costo sociale dell’obesità – secondo i risultati di uno studio del 2009 – sarebbe pari a 8,3 miliardi di Euro all’anno considerando i costi diretti e indiretti generati dalla patologia.

Il rapporto ILO ha indicato come sarebbe sufficiente una maggiore informazione e un miglioramento nella gestione dei pasti in azienda per “determinare un buon livello di performance mentale e fisica e una riduzione sia delle assenze per malattia che degli infortuni sul lavoro”.

Un gruppo di ricercatori statunitensi ha messo in evidenza il legame tra produttività professionale e regime alimentare, sottolineando come mangiare in modo sano e corretto permetta di essere più efficienti sul lavoro. Inoltre la corretta alimentazione ci può aiutare favorendo la concentrazione ed aiutandoci a gestire l’ansia e lo stress così come la stanchezza, permettendoci così di poter sfruttare pienamente le ore di lavoro senza perdite di energie e quindi di tempo prezioso.

Quando ci concentriamo e mettiamo quindi sotto sforzo la nostra mente, il cervello consuma circa il 20 % delle energie che il nostro corpo ha prodotto attraverso l’alimentazione; se il lavoro di concentrazione richiede uno sforzo prolungato nel tempo l’energia richiesta sarà maggiore. Il nostro cervello ha bisogno di circa 40 sostanze diverse per funzionare in modo corretto, tra queste vi sono le vitamine, i minerali, gli acidi grassi essenziali, gliaminoacidi e gli oligoelementi ma la sostanza preferita dal cervello è il glucosio che viene ricavato dalla metabolizzazione dei carboidrati. Per evitare improvvisi cali di energia, e quindi di concentrazione, è necessario assumere carboidrati con un basso indice glicemico e che siano metabolizzati lentamente dal nostro organismo; una corretta alimentazione prevede di mangiare legumi come piselli, fave, lenticchie, fagioli e soia, frutta, in particolare pompelmo, mele, banane e pesche. Anche il cioccolato fondente è un ottima fonte di energia per favorire la concentrazione

Ansia e stress sono due dei nemici principali per il lavoratore, ma anche in questo caso un’ alimentazione corretta può venirci in aiuto per contrastare questo eventuale problema: consumare un buon piatto di riso equivale ad aumentare la secrezione da parte dell’organismo di triptofano. l triptofano si trasforma in seguito in serotonina, una sostanza con funzione di neurotrasmettitore, tra le cui funzioni vi è quella della regolazione dell’umore.

Per non aggiungere stanchezza alla stanchezza, quando si è particolarmente impegnati dobbiamo fare attenzione alla qualità dell’alimentazione, scegliendo un pasto leggero la sera perchè in caso contrario la qualità del sonno potrebbe risentirne a causa della digestione prolungata, e coprendo con i nostri pasti le esigenze nutritive giornaliere dell’organismo, ricercando quindi nella nostra dieta il giusto apporto di vitamine, minerali, oligoelementi e proteine. Le prestazioni mentali infatti possono essere influenzate anche dalla qualità nutritiva della dieta e dai suoi effetti complessivi a lungo termine. Ad esempio l’assunzione inadeguata a lungo termine di ferro può avere effetti sulla capacità di concentrazione e addirittura ridurre il quoziente intellettivo (QI) così come lo scarso apporto di iodio sembra avere effetti negativi sulla capacità di prendere decisioni ed iniziative.
Risulta anche importante non saltare la colazione in quanto recenti studi hanno dimostrato che una buona colazione a base di frutta ( di stagione ) e cereali integrali è in grado di aumentare concentrazione e memoria. Sembra che la colazione aiuti grazie all’innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue che provoca a sua volta nel cervello l’aumento della concentrazione di un neurotrasmettitore definito acetilcolina. Secondo i ricercatori che lavorano in questo campo, come il Professor David Benton dell’Università del Galles (Wales University), l’acetilcolina è coinvolta nei processi della memoria poiché è stato dimostrato che le sostanze che ne bloccano la produzione distruggono la memoria, riducendo in particolare la capacità di memorizzare informazioni nuove. Inoltre, visto che la vitamina B1 è necessaria per la produzione di acetilcolina, garantire un corretto apporto di questa sostanza può avere un ruolo importante nell’ottimizzare le prestazioni mentali nel corso della mattinata.

Quindi, cari lavoratori, attenzione a quello che portiamo a tavola (o in ufficio) ...ne va del nostro rendimento!

Fonti

  • ILO, 2005 Christopher Wanjek, Food at Work. Workplace solutions for malnutrition, obesity and chronic diseases, International Labour Office, Geneva, 2005;
  • 73° Congresso Nazionale SIMLII (Società Italiana di Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale) dal titolo “La Medicina del Lavoro quale elemento migliorativo per la tutela e sicurezza del Lavoratore e delle attività dell’Impresa”;
  • Mr Loto - “Alimentazione e Concentrazione”;
  • Eufic (European Food Information Council) “Alimentazione e efficienza mentale”