Il cibo che combatte lo stress

La corretta alimentazione, per dare un supporto efficace contro i casi di forte stress e attacchi di panico, sta assumendo sempre più importanza e gli studi scientifici dimostrano e hanno dimostrato come un regime alimentare idoneo possa fare la differenza in questi casi. In particolare, l’attacco di panico sono una classe di disturbi d'ansia che costituiscono un fenomeno sintomatologico complesso e piuttosto diffuso nella popolazione, soprattutto dei paesi Occidentali; le cause sono molteplici e possono essere attribuiti a particolari stati psicofisici o a un regime alimentare non idoneo. Nel primo caso, la soluzione migliore è rivolgersi a un professionista del settore (psicoterapeuta) per capire quali possano essere le cause che scatenano questo processo fisiologico, mentre nel secondo caso bisogna assolutamente cambiare il modo di alimentarsi.

Una corretta alimentazione, in questi casi, deve essere costituita da cibi che non vanno ad influire sul sistema nervoso, azione svolta con molta maestria dalla caffeina e dai suoi derivati o composti simili (teobromina, teofillina, etc.). La caffeina è un alcaloide naturale che può avere effetti indesiderati sgradevoli come nervosismo, irritabilità, agitazione, insonnia, mal di testa e palpitazioni cardiache. Incide, per cui, fortemente sull’aumento dei livelli di ansia. Altre sostanze come lo zucchero e l’alcool, influenzano l’umore e le sensazioni di ansia.

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Zucchero raffinato: un nemico a tavola

"Zucchero" è il nome comune attributo al composto chimico organismo saccarosio, appartenente alla famiglia dei glucidi disaccaridi. Il saccarosio è composto dall'unione di due monosaccaridi, il glucosio e il fruttosio; questi, tramite legame glicosidico, sono uniti tra loro, formando uno zucchero non riducente che nell'industria alimentare, ma anche nelle nostre cucine, è utilizzato in quantità abnormi ed esagerate.

Lo zucchero, soprattutto quello di canna o di barbabietola raffinato (quello "bianco" per intenderci), ha il grande difetto di essere un alimento povero e denaturato, a grande impatto sull'indice glicemico, che causa innalzamento della glicemia non appena viene assunto, provocando la mobilitazione di una grande quantità di insulina e, dopo un paio d'ore, uno stato di ipoglicemia. Questa condizione di ipoglicemia è causata dall'eccessiva produzione di insulina, dovuta all'innalzamento repentino dell'indice glicemico, ed è chiamata iperinsulinemia. Nell'iperinsulinemia i livelli ematici di insulina sono molto alti e questa condizione è causa della formazione di diversi stati patologici. A lungo andare, nel corso degli anni, questo può portare allo sviluppo di una sindrome molto pericolosa e grave, non ancora presa in considerazione in campo medico come dovrebbe, definita come "insulino-resistenza".

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Temperatura e tempi di cottura dei cibi

La temperatura di cottura dei cibi è un procedimento molto importante perché, a seconda della temperatura scelta, si avrà la trasformazione delle sostanze contenute, variazioni che potranno essere benefiche e altre meno per il nostro organismo.

Per prima cosa è essenziale capire alcuni importanti punti:

  • La temperatura della sorgente di calore è da non confondere con la temperatura che il cibo raggiunge durante la cottura: la prima è la temperatura a cui impostiamo la cottura (es: cottura in forno a 180°) mentre la seconda è la temperatura che il cibo raggiunge durante questo procedimento (es: l'acqua in forno a 180° non supera una temperatura di 100°, cioè la sua temperatura di ebollizione).
  • I vari nutrienti si modificano a temperature differenti (es: il cibo carbonizza verso i 200°, ma le proteine si denaturano a 60°-70°).

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Perché eliminare lo zucchero raffinato

Lo zucchero è un alimento comune nelle nostre tavole che è comunemente chiamato in questo modo, ma in realtà si tratta di saccarosio. Il saccarosio è composto organico, appartenente alla famiglia dei disaccaridi, formato dai due monosaccaridi glucosio e fruttosio, uniti da legame glicosidico.

Di per sé lo zucchero non è un alimento nocivo perché fornisce glucosio alle nostre cellule, molecola essenziale per produrre l'energia di cui necessitano, ma sono i trattamenti di raffinazione oppure la concentrazione troppo elevata negli alimenti che lo rendono non benefico per il nostro organismo. Le bevande zuccherate gassate, i dolci, molti farinacei e numerosi alimenti in scatola contengono un'alta percentuale di zucchero che conferisce un sapore molto più gradevole ai cibi e impedisce di capire se sono di cattiva qualità.

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I Benefici dell'acqua di cottura del riso

Il dottor Franco Berrino, medico ed epidemiologo, direttore del Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ci spiega l'importanza dell'utilizzo del riso integrale come fonte alimentare e dell'acqua di cottura che ne deriva. Quest'ultima contiene importantissimi nutrienti benefici per il nostro organismo che andrebbero persi se decidiamo di non farne uso e la buttiamo.

In una vecchia conferenza, spiega il perché dell'importanza di quest'acqua, oltre ad informarci del fatto che il riso bianco è un "alimento nutrizionalmente inutile":«il riso integrale non bisogna scolarlo perché le sostanze meravigliose che contiene se ne andrebbero via con l'acqua. Invece, il riso bianco possiamo scolarlo, anzi conviene buttare via anche il riso, non ci serve proprio a niente!». Da questo breve discorso capiamo come il riso raffinato, quello bianco per capirci, sia un alimento povero e inutile; non creerà problemi alla nostra salute, ma nemmeno otterremo dei benefici che è ciò che noi cerchiamo assumendo del cibo.

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