Carne rossa cancerogena: il punto

Da pochi giorni, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), un reparto speciale dell’ONU che si occupa di promuovere la salute nella popolazione mondiale, ha divulgato la notizia secondo cui la carne rossa è cancerogena ed classificata tra le sostanze che promuovono la formazione neoplastica nell’organismo. Le reazioni non si sono fatte attendere e in molti si sono schierati contro o a favore di queste rivelazioni. Farsi un’idea e dire la propria su questo argomento è molto importante, ma bisogna farlo nel modo corretto, tenendo presenti alcuni punti.

Innanzitutto, la carne non è l’unico problema che possiamo trovare nelle nostre tavole e eliminare quest’ultima non significa “alimentarsi correttamente”. La settimana scorsa abbiamo pubblicato sul nostro sito l’articolo riguardante il documentario andato in onda su Sky TG24 "Forchette contro coltelli" che parlava proprio della pericolosità di un’alimentazione caratterizzata da carne rossa ma non solo.

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Le banane per la cura del tumore

Da un paio d’anni, ma ultimamente è tornata alla ribalta, la notizia sul web che le banane, principalmente quelle mature che presentano le macchie nere nella buccia, sono un alimento che aiuta a curare il cancro grazie alla presenza di una proteina, più precisamente una citochina, che permette di regolare il nostro sistema immunitario. Iniziamo con il dire che la banana è un frutto ricco di potassio, sale minerale indispensabile per combattere l’ipertensione, e di zuccheri utili per l’apporto energetico quotidiano. Questo frutto, però, per la presenza di questi carboidrati, non va mangiato dopo pranzo o la sera, ma solamente al mattino, momento iniziale della giornata che ci consente di consumare questa frazione calorica prima di terminare la giornata; inoltre, ne è sconsigliata l’assunzione per chi soffre di iperglicemia o di resistenza insulinica. Un epidemiologo italiano molto famoso, il dottor Berrino (che spesso citiamo), consiglia di non assumere con troppa frequenza questo alimento perché incide con forza sulla glicemia, e questo è un male per il nostro organismo.

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Gli alimenti che ingrassano

Come possono gli alimenti che mangiamo provocare un aumento sregolato del peso fino a provocare obesità e patologia ad essa correlate? Molti di noi si pongono questa domanda, ma la risposta non è molto scontata. Innanzitutto, bisogna sapere che nel nostro organismo vi sono numerosissimi cicli metabolici, estremamente delicati e coordinati l’uno con l’altro; un aumento dell’indice glicemico, l’aumento del livello di zuccheri del sangue, da solo può provocare una cascata di eventi che porta, a lungo andare, all’insulino-resistenza, infiammazione, obesità, ipertensione e malattie cardiovascolari. Da una variazione si può arrivare a uno stravolgimento generale dell’organismo. Detto questo, passiamo a elencare i principali alimenti che provocano la formazione di adiposità nel nostro corpo:

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La buona colazione secondo il dott. Berrino

La colazione è uno dei pasti più importanti della giornata; da quest’ultima, se eseguita in modo corretto, ricaviamo il 20% delle calorie totali, dato non sufficiente per definire le caratteristiche di una sana colazione. Di importanza preponderante risultano i tipi di alimenti che andranno a caratterizzare questo importante pasto quotidiano. Il dott. Franco Berrino, epidemiologo italiano e massimo esperto della sana e corretta alimentazione, in un video pubblicato di recente da lafucina.it, ha fornito delle semplici nozioni affinché la colazione risulti benefica e salutare per il nostro organismo.

Prima regola per fare una corretta colazione è di mangiare molta frutta; la frutta è un alimento naturalmente ricco di zuccheri, ma nelle giuste proporzioni, che non provoca uno stato di iperglicemia nel nostro organismo. Dobbiamo sapere che al mattino, quando ci alziamo, il nostro corpo è in uno stato di ipoglicemia in cui i livelli di cortisolo sono molto elevati. Questo ormone iperglicemizzante favorisce la catabolizzazione delle proteine che vengono prelevate dal tessuto muscolare e trasformate in zuccheri per produrre energia (è questo un meccanismo fisiologico che si verifica in chi non fa colazione la mattina). In questo momento della giornata è essenziale ristabilire il corretto livello di zuccheri e risulta necessario alimentarsi con cibi caratterizzati da una buona frazione di carboidrati e sali minerali, ma che non causino un’abnorme aumento della glicemia.

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Sensibilità al Glutine e Sindrome dell'Intestino Irritabile

Negli ultimi anni, sempre più attenzione è stata dedicata al ruolo patologico del cibo nella sindrome dell'intestino irritabile (IBS). Tuttavia, gli operatori sanitari molto spesso non propongono un regime alimentare idoneo ai loro pazienti a causa di una mancanza di formazione, di linee guida precise e dati certi. Gli studi recenti supportano l’esistenza di un sottogruppo di pazienti IBS con sensibilità al glutine (NCGS o Non Celiac Gluten Sensitivity), un termine che viene usato per descrivere un ampio spettro di disordini gastrointestinali e sintomi extraintestinali dovute a cause immunologiche, morfologiche o anomalie sintomatiche che vengono precipitate mediante l’ingestione di glutine. L’NCGS rappresenta un importante sottogruppo di pazienti con IBS che sono facilmente curabili attraverso modificazioni mirate della dieta. Il glutine può influenzare la sintomatologia gastrointestinale attraverso l’attivazione immunitaria o l’alterazione della permeabilità intestinale, ma il vero ruolo del cibo nella sintomatologia gastrointestinale rimane ancora da chiarire e altre ricerche dovranno essere fatte in questa direzione.

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