Obesità Infantile: una nuova piaga sociale

Secondo un rapporto dell’ECHO, la Commission on Ending Childhood Obesity, sono 41 milioni i bambini sotto i cinque anni in sovrappeso o obesi, un dato allarmante che dimostra il precario sistema alimentare a cui sono sottoposti giovani e bambini in tutto il mondo. Dopo due anni di ricerca su oltre 100 Paesi, l’ECHO ha constatato che i bambini non normopeso sotto i cinque anni sono passati dal 4,8% nel 1990 al 6,1% nel 2014, ovvero da 31 milioni a 41 milioni.

Questo aumento considerevole è causato soprattutto dai paesi a basso e medio reddito, principalmente Asia e Africa, dove si concentrano il 48% e il 25% dei bambini in sovrappeso o obesi. Questi dati fanno molto riflettere anche perché in questi paesi è ancora presente un grave problema: la denutrizione. Secondo gli esperti il problema si concentra nei bambini di questi paesi, che non hanno mai avuto una grande disponibilità di cibo, perché si trovano ad avere un’alimentazione caratterizzata da una maggiore quantità di cibo, soprattutto il cosiddetto “cibo-spazzatura”, che comporta abusi e cattiva scelta degli stessi.

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Quando la cura parte dalla nostra tavola

Il corpo umano dimostra una grande coerenza: se lo nutriamo con i cibi giusti, abbiamo le migliori possibilità di rimanere in ottima salute e mantenere al massimo le nostre capacità fisiche, intellettuali ed emotive.

Fare attenzione ogni giorno a quello che finisce nel piatto ci può aiutare a vivere a lungo.

Siamo abituati a pensare alle diete come a brevi periodi di sacrifici per perdere peso. Vorremo invece invitarvi a considerare il cibo con una nuova consapevolezza, non più la scelta di un regime alimentare per il suo effetto sulla nostra forma fisica, ma per la sua efficacia sulla nostra salute e longevità. La ritrovata forma fisica sarà una conseguenza.

“Fa che il cibo sia la tua medicina”, affermava Ippocrate nell’antica Grecia. Niente di più vero e di più attuale. Anna Villarini, biologa e nutrizionista dell’Istituto Nazionale Tumori spiega per esempio come la corretta alimentazione possa:

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Come prevenire il cancro al colon

Il cancro al colon è una forma di tumore molto comune e, secondo l'American Cancer Society (ACS), colpisce nei soli Stati Uniti quasi 133.000 persone ogni anno. Il rischio di sviluppare questo tipo di cancro è di circa 1 a 20, o il 5%, ed è caratterizzato da una crescita incontrollata di cellule anomale nel tessuto che compone il colon. Il colon è il tratto terminale dell’apparato digerente ed il punto dell’organismo in cui avviene l’assorbimento di acqua e sali minerali, oltre alla produzione di vitamine liposolubili.

Questo tipo di cancro, se diagnosticato tempestivamente, può avere una buona percentuale di sopravvivenza, ma purtroppo ancora oggi è il tumore che causa più decessi dopo il cancro al polmone. Per prevenire questo tipo di tumore sono necessari degli accorgimenti importantissimi, alcuni scontati e altri che ancora sono poco conosciuti:

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Berrino: "Nitriti e Nitrati, nemici a tavola"

Visto il grande clamore venutosi a creare in seguito alle dichiarazioni rilasciate dalla Oms sulla carne rossa, etichettando quest’ultima come possibile alimento cancerogeno, il dottor Franco Berrino ha dato il suo parere in merito spiegando quali sostanze, presenti nella carne rossa “lavorata”, possono promuovere il processo neoplastico. Si è soffermato in particolare sugli effetti dannosi di nitriti e nitrati, utilizzati per la conservazione e negli insaccati, che possono subire delle trasformazioni a nitrosammine, composti organici che provocano mutazione genetica tramite l’alchilazione del DNA, e la loro assunzione alimentare è associata al cancro dello stomaco e al cancro esofageo[1]. A quanto pare, l’elevato contenuto di proteine nelle carni rosse non è il solo problema, ma anche questi composti chimici sembrano essere implicati nella genesi tumorale. Il tipo di cottura, infine, contribuirà a rendere più o meno pericolosa la carne che si andrà a mangiare; abbiamo già parlato in passato del rischio di produzione di sostanze pericolose associato alla cottura alla griglia o alla brace (vedi “TEMPERATURA E TEMPI DI COTTURA DEI CIBI”).

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Il Dott. Franco Berrino contro lo zucchero raffinato

Abbiamo già parlato dello zucchero bianco, o meglio “zucchero raffinato”, in diversi articoli (vedi “ZUCCHERO RAFFINATO: UN NEMICO A TAVOLA” e “PERCHÉ ELIMINARE LO ZUCCHERO RAFFINATO”), ma non avevamo ancora parlato dell’opinione che il dott. Franco Berrino, medico ed epidemiologo italiano, ha su questo alimento. Il dott. Berrino è da sempre convinto assertore dell’importanza di un corretto regime alimentare per prevenire l’insorgere di numerose patologie, in particolare il cancro, e questo è il frutto di numerosi anni di collaborazione con l’Istituto Nazionale dei Tumori e l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Iniziamo con il dire che lo zucchero bianco è un alimento non funzionale per il nostro organismo, causa picchi dell’indice glicemico che provoca una massiccia mobilitazione di insulina; questo ormone ipoglicemizzante, prodotto dal pancreas in risposta ad un innalzamento dei livelli della glicemia, riduce i livelli di glucosio nel sangue, favorendone l’ingresso nelle cellule.

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Pasqua