Coordinamento Cambiamo la Mensa

RESP. PROGETTO: FRANCO BERRINO ED ELENA ALQUATI

La scelta di un’alimentazione consapevole per la nostra famiglia ed in particolare per i nostri figli non sempre trova corrispondenza con l’alimentazione offerta loro a scuola: budget da rispettare, bandi di gara vinti da aziende che puntano al prezzo per competere nel mondo della ristorazione scolastica e la mancanza di una vera e propria cultura alimentare, non fanno che creare una situazione “rischiosa” per la salute dei nostri figli, che va spesso a minare l’attenzione che viene invece prestata a casa.

Purtroppo le linee giuda ministeriali per la ristorazione collettiva sono obsolete e non tengono conto degli importanti risultati degli studi epidemiologici pubblicati negli ultimi 15 anni, ne consegue che i menu della ristorazione collettiva favoriscano l’obesità nonché lo sviluppo di patologie croniche.

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Alimentazione e Infiammazione

L’infiammazione è un meccanismo di difesa mediato dal sistema immunitario dell’organismo in risposta a uno stimolo lesivo e dannoso, allo scopo di eliminare la causa del danno e avviare il processo ripartivo. È dunque una reazione fisiologica del sistema immunitario che diventa problematica quando questa dura a lungo e si cronicizza. L’instaurarsi di uno stato infiammatorio cronico può portare, nel lungo periodo, allo sviluppo di malattie degenerative come il cancro.

La maggior parte delle persone di questa società moderna sono soggette a una condizione, più o meno grave, di infiammazione cronica provocata da un regime alimentare non corretto che predispone alla sviluppo di una condizione medica grave e diffusa: la sindrome metabolica. Con questo termine sono indicati un insieme di fattori predisponenti che collocano il soggetto in una fascia di rischio elevata per malattie come diabete, obesità, problemi cardiovascolari in genere e steatosi epatica (fegato grasso). 

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Sfatiamo 15 falsi miti alimentari

Il cibo che portiamo sulla nostra tavola può essere fonte di benefici ma anche di insidie. Capita così che talvolta la tradizione culinaria non riesca ad intuire le vere caratteristiche degli alimenti, generando così veri e propri “falsi miti”. Quindi meglio non arroccarsi sulle proprie convinzioni, magari errate, e non fidarsi troppo delle “leggende” popolari. Per garantirsi un’alimentazione sana e equilibrata è importante essere ben consapevoli di ciò che si mangia e non lasciarsi abbagliare dai luoghi comuni; con un po’ di senso critico e la giusta informazione è possibile fare le giuste scelte per una corretta alimentazione.

Di seguito una carrellata di alcuni falsi miti alimentari:

“I grassi fanno male”

Molto calorici (1g = 9Kcal) i grassi sono spesso denigrati, accusati di favorire l’aumento di peso e i problemi cardiovascolari. Eppure, sono essenziali per un buon funzionamento dell’organismo... a condizione di saperli dosare e scegliere e l’importante è non esagerare, soprattutto con quelli di origine animale.

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Andiamo a mangiare una pizza?

La pizza, insieme alla pasta, è il piatto preferito dagli italiani. In tutto il mondo è considerata un’eccellenza italiana, eppure, dal punto di vista nutrizionale, è un piatto sbilanciato, ricco di zuccheri, di grassi, sodio e calorie, difficile da digerire, provoca sete, sonnolenza, ritenzione di liquidi e gonfiore addominale. In un regime alimentare idoneo alla salute del nostro corpo, la pizza è un alimento da evitare, a meno che non la si faccia evolvere verso una preparazione più equilibrata, che risulti più digeribile e leggera, senza fargli perdere il classico gusto inimitabile.

Una normale pizza è composta da:

  • • farina bianca: priva di fibre, alza l’indice glicemico favorendo picchi elevati della glicemia;
  • • impasto non maturato: la lievitazione aumenta le dimensioni dell’impasto che si riempie di anidride carbonica e gas nobili, ma il processo di maturazione (almeno di 24-72 ore) ad opera della amilasi scompone gli zuccheri complessi (amido della farina) e rende la pizza più digeribile;

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Obesità Infantile: una nuova piaga sociale

Secondo un rapporto dell’ECHO, la Commission on Ending Childhood Obesity, sono 41 milioni i bambini sotto i cinque anni in sovrappeso o obesi, un dato allarmante che dimostra il precario sistema alimentare a cui sono sottoposti giovani e bambini in tutto il mondo. Dopo due anni di ricerca su oltre 100 Paesi, l’ECHO ha constatato che i bambini non normopeso sotto i cinque anni sono passati dal 4,8% nel 1990 al 6,1% nel 2014, ovvero da 31 milioni a 41 milioni.

Questo aumento considerevole è causato soprattutto dai paesi a basso e medio reddito, principalmente Asia e Africa, dove si concentrano il 48% e il 25% dei bambini in sovrappeso o obesi. Questi dati fanno molto riflettere anche perché in questi paesi è ancora presente un grave problema: la denutrizione. Secondo gli esperti il problema si concentra nei bambini di questi paesi, che non hanno mai avuto una grande disponibilità di cibo, perché si trovano ad avere un’alimentazione caratterizzata da una maggiore quantità di cibo, soprattutto il cosiddetto “cibo-spazzatura”, che comporta abusi e cattiva scelta degli stessi.

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