Sostenere il fegato per adattarsi al risveglio primaverile

artic fegato

La primavera è arrivata: i fiori sbocciano, le temperature si fanno più calde e il sole splende, si tratta di un momento di passaggio, forse il più importante dell’anno: non a caso gli antichi facevano iniziare l’anno nuovo proprio all’inizio di questa stagione.

Se alcune persone durante i mesi primaverili si sentono pervasi da una ritrovata energia, anche grazie all'aumento delle ore di luce, viceversa in altri riaffiorano malesseri decisamente soggettivi, ma in qualche modo assai comuni quali debolezza, irritabilità, ansia, insonnia, alcune soffrono persino di una sorta di depressione "stagionale" o SAD (dall’inglese Seasonal affective disorder) che si manifesta con una sonnolenza eccessiva, perdita di piacere, rallentamento psicomotorio, scarsa concentrazione. 

Esiste del resto uno stretto legame tra condizioni meteorologiche e processi fisiologici; ogni volta che il nostro organismo si trova a fare i conti con brusche variazioni di temperatura, pressione o luce, deve fare uno sforzo di adattamento che per alcuni è molto faticoso. Si tratta di un processo normale, visto che i nostri ritmi biologici sono strettamente legati e determinati da un orologio interno, regolato dalle cadenze di alcuni stimoli ambientali quali l’alternanza di luce e buio o di caldo e freddo.  

Secondo la teoria dei cinque movimenti energetici della Medicina Tradizionale Cinese, il nostro corpo è infatti in sintonia con le energie della Natura quando ci troviamo in uno stato di buona salute. Ogni stagione è correlata ad un elemento,  e per la Primavera corrisponde all'elemento legno, i cui organi corrispondenti sono fegato, cistifellea, occhi, tendini e muscoli. Se dunque non siamo in armonia con le energie della Natura, in Primavera possiamo avvertire dei disturbi a questi organi.

 

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Coordinamento Cambiamo la Mensa

RESP. PROGETTO: FRANCO BERRINO ED ELENA ALQUATI

La scelta di un’alimentazione consapevole per la nostra famiglia ed in particolare per i nostri figli non sempre trova corrispondenza con l’alimentazione offerta loro a scuola: budget da rispettare, bandi di gara vinti da aziende che puntano al prezzo per competere nel mondo della ristorazione scolastica e la mancanza di una vera e propria cultura alimentare, non fanno che creare una situazione “rischiosa” per la salute dei nostri figli, che va spesso a minare l’attenzione che viene invece prestata a casa.

Purtroppo le linee giuda ministeriali per la ristorazione collettiva sono obsolete e non tengono conto degli importanti risultati degli studi epidemiologici pubblicati negli ultimi 15 anni, ne consegue che i menu della ristorazione collettiva favoriscano l’obesità nonché lo sviluppo di patologie croniche.

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Alimentazione e Infiammazione

L’infiammazione è un meccanismo di difesa mediato dal sistema immunitario dell’organismo in risposta a uno stimolo lesivo e dannoso, allo scopo di eliminare la causa del danno e avviare il processo ripartivo. È dunque una reazione fisiologica del sistema immunitario che diventa problematica quando questa dura a lungo e si cronicizza. L’instaurarsi di uno stato infiammatorio cronico può portare, nel lungo periodo, allo sviluppo di malattie degenerative come il cancro.

La maggior parte delle persone di questa società moderna sono soggette a una condizione, più o meno grave, di infiammazione cronica provocata da un regime alimentare non corretto che predispone alla sviluppo di una condizione medica grave e diffusa: la sindrome metabolica. Con questo termine sono indicati un insieme di fattori predisponenti che collocano il soggetto in una fascia di rischio elevata per malattie come diabete, obesità, problemi cardiovascolari in genere e steatosi epatica (fegato grasso). 

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Sfatiamo 15 falsi miti alimentari

Il cibo che portiamo sulla nostra tavola può essere fonte di benefici ma anche di insidie. Capita così che talvolta la tradizione culinaria non riesca ad intuire le vere caratteristiche degli alimenti, generando così veri e propri “falsi miti”. Quindi meglio non arroccarsi sulle proprie convinzioni, magari errate, e non fidarsi troppo delle “leggende” popolari. Per garantirsi un’alimentazione sana e equilibrata è importante essere ben consapevoli di ciò che si mangia e non lasciarsi abbagliare dai luoghi comuni; con un po’ di senso critico e la giusta informazione è possibile fare le giuste scelte per una corretta alimentazione.

Di seguito una carrellata di alcuni falsi miti alimentari:

“I grassi fanno male”

Molto calorici (1g = 9Kcal) i grassi sono spesso denigrati, accusati di favorire l’aumento di peso e i problemi cardiovascolari. Eppure, sono essenziali per un buon funzionamento dell’organismo... a condizione di saperli dosare e scegliere e l’importante è non esagerare, soprattutto con quelli di origine animale.

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Andiamo a mangiare una pizza?

La pizza, insieme alla pasta, è il piatto preferito dagli italiani. In tutto il mondo è considerata un’eccellenza italiana, eppure, dal punto di vista nutrizionale, è un piatto sbilanciato, ricco di zuccheri, di grassi, sodio e calorie, difficile da digerire, provoca sete, sonnolenza, ritenzione di liquidi e gonfiore addominale. In un regime alimentare idoneo alla salute del nostro corpo, la pizza è un alimento da evitare, a meno che non la si faccia evolvere verso una preparazione più equilibrata, che risulti più digeribile e leggera, senza fargli perdere il classico gusto inimitabile.

Una normale pizza è composta da:

  • • farina bianca: priva di fibre, alza l’indice glicemico favorendo picchi elevati della glicemia;
  • • impasto non maturato: la lievitazione aumenta le dimensioni dell’impasto che si riempie di anidride carbonica e gas nobili, ma il processo di maturazione (almeno di 24-72 ore) ad opera della amilasi scompone gli zuccheri complessi (amido della farina) e rende la pizza più digeribile;

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