"Lo smog si batte ma il fumo uccide" Prof. Veronesi

Un’affermazione che fa discutere e riflettere, quella del Prof Umberto Veronesi, rilasciata durante una recente intervista a RAINEWS.
In questi giorni di blocco emergenziale in tutta la Pianura Padana e di alti valori inquinanti nella nostra bella Verona, l’affermazione del professor Veronesi ci vede coinvolti a pieno nella questione.

A dicembre 2015 i dati del Pronto Soccorso dell’ospedale veronese di Borgo Trento hanno registrato un incremento dell’80 per cento dei ricoveri per bronchite. I dati sono sicuramente collegabili al tasso di inquinamento dell’aria: in questi ultimi mesi lo smog è stato ai suoi massimi, sia a causa del bel tempo sia per il vento assente che, unito al freddo nei bassi strati, ha fatto salire i valori di Pm10 di oltre il doppio rispetto ai limiti legali. Secondo quanto riportato da L’Arena le due centraline Arpav di Verona, in Borgo Milano e in località Cason (San Massimo), hanno registrato una quantità di Pm10 superiori a 100 microgrammi quando non si dovrebbe superare la soglia di guardia dei 50. Anche il limite annuale di 35 giorni di sforamento dei Pm imposto dall’Europa è già stato sforato.

 

A Verona sono state adottate nuove misure anti-smog. Come riporta L'Arena ad inizio dicembre si è tenuto un Tavolo tecnico zonale con i 98 comuni veronesi per far fronte all'emergenza inquinamento. durante il tavolo tecnico sono state adottate nuove misure per arginare il problema dello smog, è stato esteso il divieto di transito nei centri abitati e in città dei veicoli non catalittici, si è deciso di imporre il limite dei 19 gradi per il riscaldamento delle abitazioni e degli edifici pubblici.

 

Ma lo smog è il vero responsabile delle malattie mortali del mondo Occidentale, tra le quali in primis il cancro al polmone?

La Commissione Europea ricorda per esempio che, in Europa, l’inquinamento atmosferico, generato principalmente dai trasporti, uccide ogni anno 310.000 persone e accorcia la vita media di quasi un anno.

Due ampi studi pubblicati sulla rivista The Lancet il 10 luglio 2013 sono giunti a due importanti conclusioni: l’inquinamento contribuisce all’incidenza del tumore al polmone in Europa e all’aggravarsi delle condizioni di chi soffre di scompenso cardiaco. Si stanno accumulando le prove di un legame fra inquinamento dell’aria e tumore del polmone» scrivono i commentatori su Lancet Oncology. «Anche se il rischio di cancro associato allo smog è molto ridotto rispetto a quello associato al fumo di sigaretta, tutti siamo esposti all’inquinamento». Sempre su The Lancet, l’inquinamento atmosferico aveva raggiunto la top ten dei rischi per la salute in Europa occidentale (2010 Global Burden of Disease), dopo fattori come fumo, alcol, sedentarietà e dieta scorretta.
Anche per il professore Veronesi lo smog rappresenta un elevato fattore di rischio per la salute umana, ma suo avviso minore rispetto ad alimentazione e al fumo. Una teoria di pensiero che già in passato ha suscitato polemiche.
Già a dicembre 2015 il noto oncologo aveva affermato che ancora più dello smog ad uccidere era la cattiva alimentazione, sottolineando come lo smog facesse davvero male alla salute, favorendo per esempio casi di bronchite cronica, asma ed anche forme tumorali (soprattutto in caso di forte assorbimento da parte dell'organismo del benzene), ma rivolgendo la sua crociata anticancro non solo all'inquinamento dell'aria, bensì contro l'alimentazione errata, una porta aperta per le formazioni cancerose ben più temibile dello smog.

Ora, nell’intervista di Rai News egli afferma:
“La Pianura Padana ha un clima che favorisce l’inquinamento atmosferico, essendo un territorio particolarmente soggetto a nebbia e poco esposto ai venti. Tuttavia, continua il professore il fumo di sigaretta è la vera causa del tumore del polmone. Ed è su questo che dobbiamo concentrarci. Se per incanto tutte le persone smettessero di fumare, il tumore polmonare diventerebbe una malattia rara. Oggi invece, solo in Italia, colpisce circa 38 mila persone ogni anno. A differenza del fumo, l’alimentazione non ha un legame diretto causa-effetto con il tumore del polmone, ma va detto che, globalmente, per la prevenzione dei tumori ciò che mangiamo è molto più importante di ciò che respiriamo.”

Continua poi: “Nel nostro Paese la vita media continua ad allungarsi e la mortalità per le malattie più gravi e diffuse è in diminuzione. Detto questo anche noi abbiamo i problemi di protezione della salute legati allo stile di vita del mondo occidentale: alimentazione sbagliata, fumo, inquinamento atmosferico. Per affrontare questi problemi, però, non servono dichiarazioni o misure da shock ma interventi strutturali o educativi/formativi. Per l'alimentazione bisogna promuovere sistematicamente la riduzione del consumo di carne rossa, per il fumo occorre un'azione decisa dei governi contro la più grave causa di malattia e morte ad oggi conosciuta, per lo smog sono necessari interventi a livello nazionale quali la completa metanizzazione del riscaldamento domestico o l'utilizzo del teleriscaldamento, un maggiore controllo sulle emissioni delle auto e la promozione dei veicoli elettrici o i ibridi”.

Il professor Veronesi aggiunge che i trend per quanto riguarda i comportamenti individuali sono positivi, visto che la gente inizia fortunatamente a smettere di fumare e il vegetarianismo sta prendendo piede. “Ora ci attendiamo anche dalle politiche pubbliche una maggiore partecipazione strategica alla tutela della salute dei cittadini”.

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