Il caffè è sospeso!

iStock 69714931 MEDIUMll 15 maggio è una giornata piena di allegria!

Festeggiamo 1 anno al civico 36 e nel pomeriggio ospiteremo la mostra fotografica "Caffè. Storia di un piccolo viaggiatore" organizzata con impegno e passione da un gruppo di ragazze del Liceo C. Montanari, con l'unica finalità di diffondere e sensibilizzare verso una maggiore consapevolezza, all'interno del progetto della comunità Europea START THE CHANGE! promosso da progettomondo.mlal.  Scrive Luciano De Crescenzo: Una volta a Napoli, nel quartiere Sanità, quando uno era allegro perché qualcosa gli era andata bene, invece di pagare solo un caffè ne pagava due e lasciava il secondo caffè, quello già pagato, per il prossimo cliente. Il gesto si chiamava “caffè sospeso”. Poi, di tanto in tanto, si affacciava un povero per chiedere se c’era un “sospeso”. Era un modo come un altro per offrire un caffè all’Umanità

E quindi anche a Verona, come a Napoli, il 15 maggio dalle ore 16.00 vi offriremo la possibilità di degustare un "caffè sospeso" - rigorosamente biologico e Fairtrade (oltre che buono!) - grazie alla collaborazione con Caffè Carraro! 

Basterà ritirare i ticket appositi  - disponibili da mercoledì sera 8 maggio presso PIUGUSTOBIO - e portarlo con sè il giorno dell'evento!

Ma scopriamo qualcosa in più sul caffè sospeso! Non sapipamo in quale bar o in quale periodo storico si diffuse, ma ci sono alcune ipotesi. Secondo alcuni, in particolare lo scrittore Riccardo Pazzaglia, la tradizione è nata nei primi anni del ‘900 nel momento della “battaglia”, ovvero quando, all’interno di un bar, ci si litigava il conto da pagare. Nella foga del momento poteva succedere di sbagliare il conto delle tazzine e, quando queste erano in eccesso, il credito extra veniva lasciato nelle casse del bar. Così le persone indigenti potevano permettersi un caffè, bevendolo alla salute dello sconosciuto benefattore passato al bar prima di lui.

Altri invece credono che questa usanza, ormai diventata tradizione, sia nata in uno dei momenti più difficili della storia del nostro paese, la Seconda Guerra Mondiale. Durante gli anni del conflitto i “lussi”, come il caffè, erano difficili da reperire e la solidarietà umana si manifestò anche in questo modo, creando un circolo virtuoso.

Tra i napoletani più famosi non possiamo non citare il grande attore TOTO', accanito sostenitore di questa fiabesca tradizione. Distintosi sempre per la sua generosità, lasciava pagato in diversi bar di Napoli ben 10 caffe al giorno, tant'è che da quel periodo "il caffè sospeso" venne chiamato anche il "il caffè pagato".

Questa  tradizione "made in Napoli" resiste ancora oggi più forte che mai, e ha superato i confini partenopei, diventando una bella abitudine estesa al resto d'Italia e nota anche nel mondo: lo stesso New York Times, in un articolo elogiala bontà d'animo di noi italiani, lodando l'idea socialmente utile di lasciar pagato un caffè ad un perfetto sconosciuto, senza quindi pretendere nulla in cambio, neppure uno sguardo riconoscente!