Generazione Post-Pane

Schermata 2018 03 19 alle 14.07.21Una crosta (di pane) mangiata in pace 

è meglio di un banchetto a cui si partecipa con ansietà. 

Esopo

 

Non esiste prodotto più amato e più antico del Pane. Cibo sacro, dal profumo inebriante e dal sapore croccante, sinonimo stesso di "cibo" tanto è fondamentale e basilare nelle nostre tradizioni culinarie; ogni nazione ha il suo modo di prepararlo, ogni regione, ogni paese ne possiede una specifica tipologia. Eppure al giorno d'oggi il pane sta perdendo (purtroppo) il suo valore.

Sempre più standardizzato e orientato verso una qualità scadente degli ingredienti - farina e lievito, in primis -  per abattere i costi, ma anche e soprattutto velocizzare i tempi di fermentazione. Si ricorre  perciò a sostanze che permettono di aumentarne la produzione - dagli acceleratori di lievitazione agli anti-muffa - che non sono rintracciabili dopo la cottura in forno, ma che il nostro corpo purtroppo riconosce. Conseguenza di questo: sono sempre più in aumento le intolleranze e allergie. 

Sempre più "sostituito" da prodotti alternativi: gallette, schiacciatine di crusca, sfogliette, grissini light. Intolleranze, allergie, mode fanno sì che questi  prodotti un tempo esclusivi di negozi specializzati ora riempiano gli scaffali di supermercati e ipermercati. Licia Granello, in un articolo di Repubblica li chiama i "POST-PANE", la nuova generazione di sostituti del pane, reclamizzati come "curativi e dietetici"  e diventati business per molte aziende.

Da una parte quindi il pane, mediocre e industrializzato e dall'altra i rassicuranti prodotti "Post-pane". E così il pane viene a perdere la sua centralità ed è inevitabile che arrivi a essere anche  sprecato. Milano per esempio getta nella spazzatura ogni giorno quasi due quintali di pane (indica l'articolo di Repubblica). Se allargassimo questo dato all' Italia intera lo spreco liviterebbe a quasi 300mila tonnellate l' anno.

Per la nostra salute, per il piacere del nostro palato ma anche per un'etica del non sprecare  è quindi più che importante ritornare a scegliere per la nostra tavola il pane di qualità, prodotto con farine di grani antichi e macinate a pietra, preservando così la parte germinativa, con lievito  e tempi di lievitazione naturali.

Facciamo un salto indietro di circa 50 anni, quando in Italia si incidevano a croce le forme da infornare sottolinenadone l'aspetto "sacrale" (oltre che per migliorare la lievitazione), quando alle nostre nonne, allora bambine, veniva insegnato che era un "peccato" buttare il pane, quando tutti gli avanzi venivano riutilizzati in diverse ricette o inzuppati in un caldo caffelatte del mattino.

Ed è proprio questo "salto indietro nel tempo" che abbiamo deciso di fare a PIUGUSTOBIO, selezionando un pane "come una volta", prezioso, profumato e fragrante, a base di farine macinate a pietra e a lenta lievitazione.

Lo serviamo per accompagnare i menu bilanciati del pranzo o lo rendiamo protagonista delle nostre ricette - vedasi il Papaleo, il nostro panino gourmet con frittata ed erbette o il delizioso "Pane e marmellata" della colazione.

Per saperne di più sulla nostra scelta del pane https://www.piugustobio.it/il-pane-come-una-volta-0-miglioratori100-grani-antichi.html

Con l'occasione di questo articolo, Vi presentiamo una ricetta "per non buttare il pane" che sa di cucina della nonna: la tradizionale torta di pane", l'avete mai assaggiata da piccoli? 

Questo dolce nasce dall’esperienza spartana dei pastori di una volta che, utilizzando pezzi di pane rimasti in casa e frutta avanzata, si cimentavano in questa deliziosa torta dal sapore dolce ma non troppo, pronta per essere infornata nelle stufe a legna a temperature lente e moderate. 

Eccovi la ricetta tratta dalla pagina di Giallo Zafferano, Vi presentiamo la ricetta tradizionale, potete rielaborarla sostituendo alcuni ingredienti con il latte vegetale, l'olio, farine integrali e riducendo lo zucchero:

torta pane raffermo piemonte 01Ingredienti come da tradizione: 400 g pane casereccio - 400 g di latte  - 100g uva passa - 100 g zucchero - la scorza di limone - 100 g di burro a temperatura ambiente  - 3 uova - pinoli - 100 g di farina - Acqua qb

Preparazione: eliminate dal pane la crosta, ottenendo 300 gr. di mollica di pane, tagliatela a pezzi e ammollatela nel latte per circa 10 minuti. Mettete in ammollo in acqua anche l’uvetta per circa cinque minuti.

Intanto che la mollica si ammorbidisce, grattuggiate la buccia di un limone e imburrate con un piccolo pezzo di burro una tortiera, spolverandola con il pangrattato. Trascorsi i dieci minuti, strizzate per bene la mollica e unitevi lo zucchero e l’uovo, poi il burro ammorbidito tagliato a pezzetti. Mescolate bene con un cucchiaio di legno per amalgamare tutti gli ingredienti. Aggiungete l’uvetta scolata, la scorza di limone, i pinoli e infine la farina setacciata.

Mescolate molto bene gli ingredienti fino ad ottenere un composto compatto e omogeneo che trasferirete nella tortiera imburrata. Con il dorso di un cucchiaio stendetelo in modo uniforme e appiattite la superficie, infornate la torta a 180° gradi per circa 60 minuti: la superficie dovrà risultare dorata.

Sfornate, fate raffreddare e gustate!