BPA e BPS: sostanze plastiche nocive a contatto con il cibo di tutti i giorni

bpa

Bisfenolo A (BPA)

Il bisfenolo A (BPA) sostanza utilizzata per la produzione di materie plastiche, purtroppo presente in gran parte dei materiali utilizzati per la fabbricazione di contenitori e confezioni per alimenti e bevande (comprese bottiglie di plastica, lattine e barattoli di latta) è stata messa al bando da alcuni Paesi del mondo per via della sua correlazione con obesità, iperattività infantile, malformazioni genitali e capacità di interferire con gli ormoni umani ed il corretto sviluppo del feto. Secondo gli esperti statunitensi con uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives l'esposizione al bisfenolo A potrebbe causare anche la comparsa di tumori a livello del fegato.

 

 

L'Efsa recentemente ha assolto il bisfenolo A dai possibili rischi per la salute dei consumatori. L'Efsa ha infatti eseguito una nuova valutazione del rischio poiché il BPA è un composto chimico molto comune usato nella produzione di materiali che entrano a contatto con gli alimenti. La stessa Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare si è occupata di concludere una nuova valutazione sull'esposizione dei consumatori al BPA. In ogni caso l'Efsa ammette che i residui di BPA possono migrare negli alimenti e nelle bevande ed essere ingeriti dai consumatori. Al momento, però, gli effetti sui sistemi riproduttivo, nervoso, immunitario, metabolico e cardiovascolare, oltre che il potenziale cancerogeno, non sono considerati probabili, ma le prove disponibili non permettono di escluderli. Pertanto tali effetti rientrano tra le aree di incertezza riguardanti i pericoli collegati al BPA e quindi, secondo le parole dell'Efsa, se ne è tenuto conto nella valutazione. I consumatori possono davvero considerarsi al sicuro?

Bisfenolo S (BPS): un sostituto altrettanto sospetto

Il bisfenolo A è stato perciò sostituito dal bisfenolo S (BPS) nella produzione di materie plastiche (e non solo) spesso utilizzate da parte dell'industria alimentare: contenitori per alimenti, bottiglie di plastica, lattine, biberon. Come il bisfenolo A (BPA), anche il bisfenolo S (BPS) appare particolarmente versatile nella produzione di materiali industriali, è perciò probabileche molte delle aziende che hanno dichiarato i propri prodotti come "BPA Free" utilizzassero nella loro fabbricazione il BPS. A conferma di ciò a presenza di questa sostanza nelle urine di cittadini provenienti da Stati Uniti, Cina, Giappone e da altri cinque Paesi asiatici è infatti stata confermata da analisi condotte nel 2012.

Il BPS risulta però simile al BPA in maniera ancora più problematica: secondo una ricerca condotta da parte della University of Texas Medical Branch, il BPS, come il BPA, interferirebbe con la risposta delle cellule agli ormoni estrogeni, modificando i processi di crescita e morte delle cellule e la produzione di ormoni stessa e compirebbe tali effetti anche ad un basso livello di esposizione. A seguito di studi condotti in laboratorio, gli esperti hanno potuto osservare l'azione del BPS in qualità di interferente ormonale: bassi livelli di BPS sono in grado di interferire con l'azione naturale degli ormoni estrogeni in maniera molto simile a quanto osservato nel caso del BPA. Ciò è stato definito dagli stessi esperti come un reale motivo di preoccupazione.

Bisognerà fare attenzione a scegliere prodotti indicati quindi non solo sia come "BPA Free" ma anche come "BPS Free"

Per limitare la nostra esposizione al BPA e BPS gli esperti consigliano di:

• Evitare il più possibile i cibi confezionati e preferire una dieta basata su alimenti freschi, non confezionati, privi di contenitori di plastica e di latta.
• Scegliere acqua/bevande contenute in bottiglie di vetro
• Preferire prodotti confezionati in bottiglie e in barattoli di vetro rispetto alle lattine, non solo per la le bibite gassate, ma anche le confezioni degli alimenti conservati, come passata di pomodoro, mais e legumi in scatola.
• Tetra Pak: acquistare bevande e alimenti confezionati in Tetra Pak rappresenta un'opzione sicura per chi desidera evitare la presenza di bisfenolo A nel packaging. Infatti, i contenitori in Tetra Pak, nonostante siano costituiti in parte da plastica, non contengono bisfenolo A. La percentuale di plastica di tali confezioni, pari a circa il 20%, è costituita interamente da polietilene e polipropilene, che, per loro composizione e in accordo con i fornitori di materie prime, non annoverano questa sostanza fra i costituenti.
• Sostituire la bottigliette di plastica usa-e-getta utile per esempio fuori casa, in palestra o durante le attività sportive con una borraccia. Attenzione però che sia BPA e BPS Free.
• In cucina vanno evitati il più possibile i contenitori di plastica per conservare gli alimenti, sostituendoli con quelli in vetro. Lo stesso discorso vale per i bicchieri di plastica, per i piatti e le posate. Meglio anche optare per utensili in legno, mestoli e taglieri compresi.Prima di acquistare prodotti in plastica, è consigliato controllare la presenza di una eventuale etichetta Bpa e Bps Free.

• In generale il consiglio migliore per limitare il più possibile l'esposizione del nostro organismo al Bpa/Bps riguarda l'acquisto di prodotti sfusi o comunque privi di confezioni di plastica o di latta. Per fare qualche esempio: frutta e verdura fresca, legumi secchi, pasta e riso e ogni alimento il più possibile privo di involucri che potrebbero contenere Bpa/Bps.

 

 

Tratto da www.greenme.it

 

 

 

 

Pasqua