Alimenti Superfood

In questi ultimi anni abbiamo imparato come una dieta alimentare corretta, priva di prodotti raffinati, di coloranti, conservanti, zuccheri aggiunti, etc. sia essenziale per uno stile di vita sano e non sorprende come numerosi quotidiani, riviste e siti internet siano pieni di informazioni riguardanti alimenti classificati come "superfood" che possono prevenire diverse malattie, in particolare una patologie grave come il cancro.

Più della metà degli articoli divulgati, in questa materia, si concentrano su una sorta di beneficio ottenibile dall'assunzione di questi alimenti. Ma quello che sembra davvero catturare l'immaginazione dei giornalisti e dei consumatori è l'idea che un singolo alimento, un "superfood", può conferire benefici per la salute davvero notevoli.

Ad oggi, non è presente alcuna definizione ufficiale di alimento superfood e l'Unione Europea ha vietato l'uso della parola sulla confezione dei prodotti, a meno che non vi siano degli studi di ricerca convincenti a sostengono. Un certo numero di marchi ben noti sono stati costretti ad abbandonare tale descrizione. Tuttavia, ci sono ancora alcuni fautori del termine che, nonostante ciò, cercano di dare la loro definizione. Un superfood, in linea di massima, possiamo considerarlo come un alimento polifunzionale che possiede numerose azioni benefiche sul nostro organismo, grazie all'alto contenuto di bionutrienti e molecole biologicamente attive. Sono numerosi, nel frattempo, i titoli di notizie con affermazioni riguardanti i benefici che alcuni alimenti hanno sulla nostra salute. Il sedano, i broccoli, la marmellata (se biologica e non trattata) e cereali sono stati pubblicizzati, negli ultimi anni, come supercibi e altri alimenti sono indicati come nutrimenti ricchi di sostanze che possono prevenire le principali malattie che, negli ultimi anni, più colpiscono l'uomo.

Ad esempio, i broccoli possono presumibilmente "annullare i danni del diabete", "fermare la diffusione del cancro al seno" e "proteggere i polmoni". Anche alla nostra amata tazza di tè è stato attribuito lo status di superfood. Al tè verde, particolarmente ricco di polifenoli, gli si attribuiscono proprietà protettive verso le malattia cardiovascolari e può, presumibilmente, dimezzare il rischio di cancro alla prostata. Alla camomilla sono conferite virtù che consentono di mantenere il diabete sotto controllo e al cioccolato sono stati creati numerosi reclami sulle sue proprietà miracolose, compresa quella che un barretta al giorno "può ridurre il rischio di infarto e ictus". Perciò, non è raro leggere numerosi titoli che esaltano i benefici sulla salute che questi alimenti possiedono e che possono contribuire a migliorare la nostra vita.

Sicuramente, per la nostra salute, l'ideale è seguire un regime alimentare bilanciato e composto da una vastità di alimenti che vanno dai cereali, ai tuberi, alla frutta, alla verdura, al pesce, e così via; la cosa fondamentale, e che è indispensabile affinché un alimento sia considerato un superfood o che "agisca da superfood", è che sia di produzione biologica controllata, rispetti le norme GMP di buona fabbricazione, rispetti tutti quei parametri che l'Unione Europea impone affinché un alimento sia considerato ottimo prodotto. Sicuramente, cibi che provengono da paese asiatici, che non rispettano alcun tipa di normativa e che sono coltivati con l'ausilio di agenti chimici e processi industrializzati non sono da considerarsi dei superfood e non saranno di alcun beneficio per la nostra salute; è questo, a mio parere, l'essenziale parametro da rispettare per poter attribuire ad un alimento il titolo di "superfood".

Fonti:

      • European Commission (2010). Functional foods. DG Research. Brussels: Belgium.
      • Hassimotto NMA et al. (2005). Antioxidant activity of dietary fruits, vegetables, and commercial frozen fruit pulps. J Agric Food Chem 53:2928–35.
      • Delgado-Lista J et al. (2012). Long chain omega-3 fatty acids and cardiovascular disease: a systematic review. Br J Nutr 107(Suppl 2):S201–13.
      • Goldberg RJ & Katz J. (2007). A meta-analysis of the analgesic effects of omega-3 polyunsaturated fatty acid supplementation for inflammatory joint pain. Pain 129(1–2):210–23.

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