Alimentazione e Clima

Che il clima sulla Terra stia cambiando è ben chiaro e sotto gli occhi di tutti, ma questo quanto influenzerà il nostro modo di vivere? Il riscaldamento globale è una minaccia che ci tocca sempre più da vicino, sembrava che questo fenomeno si sarebbe manifestato nel lungo periodo, ma a quanto sembra è molto più prossimo di quanto pensassimo. Negli ultimi anni abbiamo dovuto affrontare eventi estremi sempre più frequenti, con siccità, alluvioni, ondate di gelo e di calore, un clima instabile che provoca parecchi disagi e sta portando a cambiamenti tali da modificare le nostre abitudini e stili di vita.

Le cause principali sono da imputare all’attività dell’uomo, dal prelievo smodato di risorse dal terreno all’utilizzo di carboni fossili che aumentano sensibilmente i gas serra nell’atmosfera (CO2 in particolare), senza tralasciare l’inquinamento provocato da rifiuti urbani e tossici derivanti dalle attività industriali. Secondo l’IPCC, il comitato sul clima dell’ONU, “il pianeta si è scaldato (all’incirca di un grado di media globale) e stiamo andando verso un aumento della temperatura media del globo che a fine secolo potrà essere, se non si interviene decisamente, anche compresa di 4-5 gradi centigradi”. Il nostro clima, in questo secolo, è molto cambiato rispetto a quello del secolo precedente e questo si sta già ripercuotendo su un aspetto fondamentale: la nostra alimentazione.

In diverse parti del mondo, gli agricoltori si trovano a fronteggiare numerose difficoltà nella coltivazione delle colture per via di temperature troppo elevate o per la scarsità di pioggia; di questo passo si potrebbe arrivare all’estinzione di alcune di esse. Anche gli animali risentono di questi cambiamenti: è da diversi anni che il WWF lotta per la salvaguardia delle varie razze a rischio di estinzione a causa dei cambiamenti climatici. Basti pensare alle varie specie alpine, sia animali che vegetali, che sono minacciate da questo cambiamento in corso: di questo passo c’è il rischio concreto che solamente specie adattabili e invasive siano in grado di sopravvivere. L’abuso dell’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici, inoltre, è un ulteriore fattore di rischio che si somma a quanto appena elencato.

In tutto questo, la nostra alimentazione deve essere il più possibile caratterizzata da alimenti che provengono da coltivazioni e allevamenti locali, non alienanti, di carattere biologico e sostenibile per l’ambiente. Acquistare prodotti provenienti da varie parti del mondo, la cui coltivazione o allevamento richiede lo spreco di numerose risorse (acqua in particolare), l’utilizzo di prodotti chimici e l’emissione in atmosfera dei gas serra per il trasporto, sono assolutamente da evitare. Un alimentazione che segue la stagionalità, costituita da prodotti biologici locali, non solo è sostenibile e ha un impatto minimo sul nostro pianeta, ma aiuta gli agricoltori locali a sostenersi e a combattere contro le varie multinazionali dell’alimentare. Se non verranno adottate delle misure concrete in questa direzione, rischieremo di non avere più a disposizione alimenti che costituiscono la nostra dieta quotidiana e che sono fondamentali per la salute del nostro organismo. Di questo passo c’è il rischio concreto di trovare sulle nostre tavole solamente alimenti geneticamente modificati, non più naturali e che potrebbero risultare dannosi per la nostra salute.

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