Il caffè che depura è di cicoria!

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All'epoca dei nostri nonni, soprattutto nel periodo delle guerre il caffè di cicoria rappresentava l’alternativa meno costosa e facilmente reperibile al caffè tradizionale.

A PIUGUSTOBIO lo serviamo da sempre ed è molto apprezzato dai nostri clienti, grazie al suo gusto e soprattutto ai benefici che apporta all'organismo.

Diversamente dal caffè tradizionale infatti non contiene caffeina, pertanto può essere bevuto in ogni momento della giornata senza problemi.

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La patata di M.Faldo: ecco cosa rende speciali i ns gnocchi!

patata monte faldo

ll Monte Faldo è la cima d’avvio della dorsale lessinea che segna lo spartiacque tra le valli dell’Agno e del Chiampo: 807 metri di quota e ancora oggi una vegetazione boschiva che ha storico riscontro nel toponimo di Selva di Trissino.

Laddove il terreno collinare è stato sgombrato per dar spazio all’agricoltura, il contesto si rivela ideale per l’orticoltura grazie alla natura del suolo, per lo più di origine vulcanica, dunque assai mineralizzato, e al clima, reso fresco dalle correnti che discendono dalle Piccole Dolomiti, con adeguata piovosità estiva.

L’escursione termica tra notte e giorno, in particolare, favorisce da una parte la concentrazione dell’amido, elemento nobile della patata, ostacolando dall’altra l’accumulo d’acqua.

La produzione è documentata fin dai primi dell’Ottocento e ancora oggi è affidata ad aziende a carattere familiare, che praticano un’attività di tipo tradizionale, con concimazioni naturali e ricorso alla rotazione delle colture per ottenere sempre il meglio dal terreno.

Le varietà attualmente prodotte sono Bintje, Kennebec, Desirèe, Monalisa, Kurova e Vivaldi che nell’insieme coprono tutte le esigenze, dagli gnocchi, che richiedono tuberi a pasta farinosa, alle insalate, di caratteristiche opposte.

La quantità prodotta ammonta a 1200 quintali annui, con un confortante incremento nelle annate più recenti. Questa, la produzione prevalente, che verrà commercializzata in pezzatura compresa tra i 4,5 e i 15 centimetri, entro sacchi etichettati con il logo della Denominazione Comunale.

Pesce azzurro pescato: quando la salute viene dal mare!

pesecazz“Pesce azzurro” è una terminologia generica con la quale si è soliti indicare non tanto un gruppo scientificamente definito di specie ittiche, bensì tutti i pesci per lo più di piccola pezzatura (fanno eccezione tonno e pesce spada) dal dorso blu intenso tendente al blu-grigio o blu-verde e argenteo sul ventre: sardina, sgombro, ricciola, alice o acciuga, aguglia, per citarne alcuni. Il pesce azzurro fa parte delle nostre radici culinarie: esso rappresenta la storia della fame, della genialità delle donne che lo hanno fatto sopravvivere utilizzandolo nelle loro cucine. “Protagonista dell’antica via del sale, dalla Liguria al Piemonte, per chi viveva lontano dal mare e appendeva le aringhe in cascina, non le mangiava ma ci strusciava il pane e le annusava” spiega la firma de “Il Giorno” Marco Mangiarotti in occasione del convegno “Pesce azzurro: pesca sostenibile, cucina consapevole” e continua “Le aringhe sotto sale venivano mangiate come la cosa più preziosa, utilizzate durante l’inverno anche per la bagna cauda e la salsa del vitello tonnato preparato alla vecchia maniera”. Ma il pesce azzurro è anche e soprattutto una fonte inesauribile di benessere, tra i prodotti consigliati nelle linee alimentari del Centro Studi dei tumori di Milano. 

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I ceci

I ceci sono dei legumi salutari dalla storia molto antica. Le prime specie selvatiche di ceci si sono originate probabilmente in Turchia mentre per quanto riguarda la coltivazione dei ceci le prime testimonianze riguardano l’Età del Bronzo e la zona dell’Iraq. 

Sappiamo che i ceci erano un alimento già diffuso nel mondo antico tra Greci, Romani ed Egizi. 

Conosciamo i ceci soprattutto per il loro contenuto di proteine e per il loro sapore delicato che si sposa con molti piatti.

 

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Le lenticchie

lenticchie

Le lenticchie (Ervum lens) appartengono alla famiglia delle Leguminose.

Il termine lenticchia deriva dalla forma “a lente” di questi legumi.

Fin dai tempi antichi sono considerate la carne dei poveri. Sono legumi appartenenti alla famiglia delle Papilionacee e la loro storia inizia molti secoli fa. Alcuni studi condotti su reperti fossili, riferiscono che le lenticchie sono il legume più antico coltivato dall’uomo. Le prime tracce della loro esistenza risalgono addirittura al 7000 a.C, epoca in cui già risultano coltivazioni, specialmente in Asia. Sulle tavole degli antichi romani e greci, non mancavano mai anche se venivano utilizzate principalmente dalle classi più povere, in virtù del loro potere nutritivo ed energetico.

 

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